Conosciamoci

Mi chiamo Marianna e sono nata ad Avellino. Sono molto legata alla mia terra d’origine e alle tradizioni locali. Provo sempre una forte mancanza quando mi allontano e al ritorno avverto molta contentezza.

La mia formazione classica ha influenzato la fortissima passione per i miti greci che rappresentano metafore dell’esistenza umana e offrono ricchi spunti di riflessione che utilizzo con i miei pazienti nella stanza di terapia. Oltre alla passione per i miti sono un’accanita lettrice di romanzi classici: Virginia Woolf, Tolstoj, Dostoevskij, Jane Austen, Lewis Carroll mi hanno permesso di vivere grazie ai loro personaggi tante avventure e ognuno di loro ha contribuito ad arricchire la mia identità, nutrendo l’anima di parole, insegnamenti preziosi e stimoli creativi. Alice nel paese delle meraviglie e quel mondo bizzarro nato dalla penna geniale di Carroll ha costituito le radici della mia curiosità verso la psicologia.

Alcuni dei libri presenti nel mio studio

Recentemente però mi sono aperta a letture più moderne e un libro che mi ha particolarmente coinvolto è L’amica geniale, di Elena Ferrante che racconta di realtà psicologiche complesse e caotiche, di destini già segnati ma anche di svolte inaspettate.

Rimanendo in tema di passioni, quella più importante riguarda la psicologia. Questo Amore arriva da lontano, dalle scuole medie. In quel periodo condividevo con mia mamma l’interesse per i romanzi rosa della scrittrice Danielle Steel, e ce n’è uno che ha contribuito a fare nascere in me l’interesse per la psicologia che poi si è trasformato nel mio lavoro. Si tratta di un romanzo auto-biografico dal titolo “Brilla una stella“ nel quale la scrittrice ha condiviso con il lettore un dolorosissimo capitolo della sua vita, la morte del figlio Nick, suicida a causa del disturbo Bipolare. Gli esperti del settore sanno che questo disturbo che coinvolge la sfera affettiva, è violento e non consente, in assenza di un trattamento farmacologico adeguato unito alla psicoterapia, di vivere bene perché la persona vive periodi di euforia alternati a periodi di depressione profonda. E proprio in questi periodi di depressione, Nick perde ogni speranza di vivere e decide di togliersi la vita. Questo libro mi colpì oltre che per il dramma della storia, anche per la presenza di foto di Nick che la scrittrice aveva inserito all’interno del romanzo e che ha contribuito a renderlo ancora di più personale. Dalla lettura di “Brilla una stella” decisi di voler intraprendere la professione di psicoterapeuta per aiutare persone come Nick e le famiglie che vivono drammi esistenziali a stare meglio. Ed eccomi qui!

L’ho declinata scegliendo di intraprendere anche un altro percorso di studio che secondo me non si allontana troppo dalla psicologia: il Tfa. Durante questo nuovo viaggio di formazione mi sono interrogata spesso sul significato della parola inclusione. Mi hanno aiutato tanto i brani di Fabrizio De mi Andrè che celebrano le gesta eroiche degli ultimi e dei fragili, le canzoni di Battiato che narrano di luoghi e culture lontanissime, le poesie di Alda Merini e  naturalmente i miei pazienti nella stanza di terapia che generosamente mi consentono di entrare nelle loro “stanze” a volte troppo piene, a volte vuote ma in ogni caso ingombranti.

Ecco, lì dentro, a modo loro mi includono nel loro universo e io con delicatezza e riguardo ci entro piano piano e come Virgilio con Dante, proviamo a rendere intellegibile ciò che in apparenza ha poco senso e cerchiamo di dare una forma; in poche parole accendiamo una luce. Questo processo di “illuminazione” e di crescita l’ho sperimentato anche durante questo ultimo Viaggio di formazione che ha costituito per me che sono una psicoterapeuta una sfida ardua perché ha comportato acquisire altre lenti e nuove modalità di leggere e agire in una realtà complessa. Nonostante la fatica, direi che ne è valsa la pena perché si sono aperti nuovi panorami umani imprevisti e sorprendenti e lo sviluppo di competenze e strumenti per pensare e intervenire.

Tra il Tfa e il lavoro allo studio mi concedo anche pomeriggi di relax guardando serie TV e film d’autore. Indovinate chi è il mio regista preferito? Naturalmente Woody Allen!

Ci sarebbe tanto altro da dire di me ma è importante scegliere con cura le cose da condividere. 

Un passo alla volta.